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IL VOTO SPIEGATO – Misure per fronteggiare la crisi dovuta alla pandemia Covid-19: il Parlamento Europeo esprime parere favorevole ai “recovery bond” e dispone finanziamenti al sistema sanitario, maggiore flessibilità per l’uso dei fondi UE di coesione e aiuti per gli agricoltori, gli operatori della pesca e gli indigenti. La plenaria straordinaria di aprile vista attraverso il voto di Caterina Chinnici.

Margini più ampi e procedure semplificate per l’uso dei principali fondi europei di coesione, misure per garantire gli aiuti alle persone indigenti, interventi a sostegno dell’agricoltura e dell’agroalimentare, della pesca e dell’acquacoltura, ma anche finanziamenti per supportare i sistemi sanitari nazionali. Sono le principali misure contro la crisi da Covid-19 approvate dal Parlamento Europeo nella plenaria straordinaria del 17 aprile, la seconda dall’inizio della pandemia, anche questa, come la prima di fine marzo, svolta con la possibilità per gli eurodeputati di partecipare per via telematica a dibattiti e votazioni.

Un momento della plenaria straordinaria di aprile – Foto © European Union 2020

Provvedimenti accompagnati da un’importante risoluzione di indirizzo con la quale l’assemblea legislativa ha dichiarato indispensabile una risposta coordinata da parte dell’Unione Europea sia all’emergenza sanitaria scaturita dalla pandemia che alle sue ripercussioni economiche. La soluzione indicata dagli eurodeputati con voto a larghissima maggioranza è quella di un pacchetto di investimenti che integri gli strumenti finanziari già esistenti con un aumento del bilancio a lungo termine e con l’emissione di obbligazioni garantite dallo stesso bilancio dell’UE (i cosiddetti “recovery bond”), il tutto solo nella prospettiva di investimenti futuri, cioè senza dare luogo a mutualizzazione di debiti preesistenti. Chiesti anche un sistema europeo di riassicurazione dell’indennità di disoccupazione e l’istituzione di un fondo di solidarietà da almeno 50 miliardi per gli sforzi finanziari necessari ai sistemi sanitari. Nella risoluzione anche la richiesta di includere adeguate risorse per le neonata Procura Europea, il cui ruolo sarà fondamentale nel contrastare gli interessi criminali che potrebbero trarre vantaggio dalla situazione di crisi.

“Con i suoi elevatissimi costi umani, economici e sociali, la pandemia di Covid-19 rappresenta la più grave e drammatica crisi che l’Europa si trova a dover affrontare dal secondo dopoguerra – ha dichiarato Caterina Chinnici, eurodeputata di S&D, nella spiegazione di voto a favore della risoluzione – e questa crisi sta drammaticamente dimostrando la necessità di un’azione unitaria dell’UE: gli stati membri e le istituzioni europee devono affrontarla con iniziative comuni sulla base dei principi di solidarietà e leale cooperazione. Occorre assicurare un adeguato approvvigionamento di dispositivi e materiali medici, garantire la continuità nella distribuzione di beni essenziali, ma anche predisporre un efficace piano di ripresa che metta in campo risorse ingenti per sostenere famiglie, imprese, soprattutto le medio-piccole, e lavoratori, inclusi gli autonomi, e che comprenda strumenti concreti di contrasto alla povertà e di tutela dell’infanzia. Come ogni crisi, inoltre, anche questa rischia di rappresentare un’opportunità per le organizzazioni criminali, abilissime nello sfruttare disagio sociale e difficoltà economiche, e bisogna impedire che i gruppi criminali organizzati usino le loro ingenti risorse e la loro liquidità per mettere le mani su aziende e attività in difficoltà”.

Tra le misure approvate con procedura d’urgenza, quella che introduce criteri eccezionali di flessibilità nell’impiego delle risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), del Fondo sociale europeo (Fse) e del Fondo di coesione: gli stati membri potranno effettuare trasferimenti di risorse non ancora impegnate fra i tre fondi, tra le diverse categorie di regioni e tra le specifiche aree prioritarie. Semplificate inoltre le procedure di approvazione dei programmi e le revisioni contabili. Per gli agricoltori prevista la possibilità di acquisire prestiti o garanzie a condizioni favorevoli per coprire costi operativi fino a 200mila euro.

Caterina Chinnici durante una sessione di lavori d’aula del gennaio scorso

“Molto importante – sottolinea Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto a favore – anche il fatto che sia stata introdotta la possibilità di accedere a cofinanziamento dei progetti di coesione fino al 100% attraverso il bilancio dell’UE. Con questa e con le altre risoluzioni approvate il Parlamento fa tutto ciò che è in suo potere per aiutare gli stati membri a prepararsi per una rapida ripresa socio-economica”.

Nello stesso pacchetto di interventi per fronteggiare la crisi provocata da Covid-19 rientrano inoltre il sostegno ai pescatori costretti a fermare temporaneamente l’attività, ai produttori dell’acquacoltura che abbiano subito interruzione o riduzione dell’attività e anche alle organizzazioni di produttori per lo stoccaggio temporaneo. Il parlamento ha provveduto modificando il quadro normativo del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

“La pandemia sta avendo un impatto pesantissimo su tutti i comparti economici – spiega Caterina Chinnici – e quello della pesca e dell’acquacoltura è tra i più colpiti per effetto di un calo significativo della domanda. A farne le spese sono soprattutto gli operatori della pesca costiera artigianale e i piccoli produttori ittici. Tuttavia il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, che disciplina la politica comune della pesca, non prevedeva la possibilità di finanziare azioni urgenti in risposta alla crisi scatenata dalla pandemia. Modificando i relativi regolamenti come proposto dalla Commissione Europea abbiamo dato il via libera a un insieme di misure di sostegno ammissibili retroattivamente a partire dal 1° febbraio 2020 e disponibili fino al 31 dicembre 2020”.

Modifiche anche al regolamento del Fondo europeo di aiuto agli indigenti per consentire nuovi metodi di consegna idonei a garantire che alimenti e assistenza di base possano raggiungere le persone più bisognose nel rispetto del distanziamento fisico, necessario per prevenire il rischio sanitario. “Ogni anno questo fondo assicura in tutta l’Unione Europea sostegno a circa 13 milioni di persone che vivono in povertà, tra cui i senzatetto. Il confinamento e il distanziamento sociale imposti dalla pandemia ha creato inconvenienti sia logistici che di personale ed erano pertanto necessarie misure specifiche per proteggere queste persone e fare in modo che continuino a essere raggiunte dagli aiuti”. Via libera ad alcune misure, anche queste votate da Caterina Chinnici, che il parlamento ha approvato per dare sostegno al sistema sanitario. Circa 3 miliardi di euro le risorse attivate da questo pacchetto di provvedimenti.

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