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IL VOTO SPIEGATO – Un nuovo sistema di risorse proprie dell’UE per alimentare il piano di ripresa Next Generation EU, misure per la tutela dell’ambiente, sostegno al settore della cultura fortemente colpito dalla crisi: le risoluzioni del Parlamento ripercorse attraverso il voto di Caterina Chinnici

Un nuovo sistema di risorse proprie per aiutare a rimborsare il debito dell’Unione Europea, salvaguardarne il bilancio e alleviare la pressione fiscale sulle tesorerie nazionali e sui cittadini: la riforma indicata come imprescindibile dal Parlamento Europeo con una risoluzione approvata nella plenaria straordinaria del 23 luglio muove un passo importante attraverso il voto della plenaria di settembre che ha approvato la proposta di decisione presentata dal Consiglio dell’UE, di fatto spianando la strada all’acquisizione dei 750 miliardi di euro necessari per il piano di ripresa Next generation EU.

“Grazie a questa riforma – ha dichiarato Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto a favore – l’UE potrà rafforzare il bilancio raccogliendo nuove risorse attraverso la creazione di un sistema di tassazione delle multinazionali e dei grandi inquinatori, senza aumentare i contributi degli Stati membri, e quindi senza ulteriori tasse sui cittadini. La pandemia di Coronavirus ha reso necessario un forte intervento europeo per sostenere le economie degli stati membri e questa risoluzione chiede di utilizzare principalmente per il finanziamento del “recovery plan” tutte le entrate generate dal futuro sistema delle risorse proprie. Così l’Unione Europea avrà la possibilità di stanziare i fondi necessari al fine di perseguire gli obiettivi prefissati sui nuovi settori prioritari come gli investimenti per il nuovo Green deal, la digitalizzazione e il sostegno alle piccole e medie imprese”.

Una seduta della plenaria nella sede di Bruxelles

La sessione si è aperta con il discorso sullo stato dell’Unione pronunciato da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, seguito poi dal dibattito con gli eurodeputati. Al centro della discussione i nuovi piani per far uscire l’economia europea dalla crisi provocata dalla pandemia con misure, fra l’altro, per un salario minimo europeo e per un maggiore impegno sul fronte della sostenibilità ambientale.

Come nella plenaria che ha preceduto la pausa estiva, la risposta alle carenze messe a nudo dalla pandemia resta un tratto comune a molti testi votati dall’europarlamento. Sul fronte delle cure, con due diverse risoluzioni i deputati hanno chiesto un approccio coordinato a livello UE che includa misure sanitarie e test armonizzati e una strategia per il settore farmaceutico che ponga rimedio alla penuria di medicinali emersa in Europa in seguito alla chiusura delle frontiere durante l’emergenza sanitaria.

“Sebbene alcuni stati membri dell’UE siano produttori leader a livello mondiale – ha evidenziato Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto a favore – attualmente il 40% dei farmaci commercializzati nell’Unione proviene da paesi terzi, e la produzione dei principi attivi farmaceutici avviene per almeno il 60-80% in Cina e in India. Per risolvere questa criticità è necessario e urgente che l’Europa torni a rendersi autonoma, e la risoluzione chiede alla Commissione Europea di ripristinare nella prossima strategia farmaceutica la produzione europea affinché i farmaci siano disponibili e accessibili a prezzi ragionevoli, oltre che sicuri. L’UE dovrebbe inoltre dotarsi di una riserva europea di emergenza farmaci di importanza strategica, una sorta di una farmacia europea di emergenza alla quale attingere in caso di interruzione delle forniture nei paesi membri”.

Nello steso scenario si colloca la risoluzione che ha approvato la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che punta a potenziare il meccanismo di protezione civile dell’UE (UCPM). “La pandemia ci ha fatto capire che l’UE e gli stati membri devono essere meglio organizzati per fronteggiare le emergenze su larga scala – ha spiegato Caterina Chinnici motivando il voto a favore – e va soprattutto rafforzato il ruolo della Commissione Europea rispetto ai suoi compiti di monitoraggio e di coordinamento operativo. Questo sarà possibile con una migliore pianificazione strategica a livello europeo e con un approccio di tipo intersettoriale”.

La plenaria di settembre ha prodotto anche un pacchetto di risoluzioni per la sostenibilità e la qualità ambientale particolarmente folto. L’Assemblea ha approvato risoluzioni sul fondo a sostegno delle regioni per la transizione energetica, sulla lotta all’inquinamento farmaceutico, sul rispetto dei limiti alle emissioni clima-alteranti delle automobili e sul necessario contributo alla neutralità climatica da parte dell’industria navale.

Al rapporto tra impatto ambientale e tutela della salute pubblica guarda la risoluzione che propone di istituire per il 2022 l’Anno europeo delle città più verdi. “Bisogna rendere più eco-compatibili e sostenibili i nostri ambienti urbani – ha sottolineato Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto – e promuovere gli investimenti in infrastrutture verdi può contribuire a migliorare la qualità della vita nelle città e ad affrontare più  efficacemente le sfide dettate da condizioni meteorologiche estreme, ritenzione di CO2, inquinamento e perdita di biodiversità”

Sì, inoltre, alla risoluzione sul ruolo dell’UE per la tutela e il ripristino delle foreste del pianeta, anche questa sostenuta da Caterina Chinnici. “Tra il 1990 e il 2016 – osserva Caterina Chinnici – 1,3 milioni di chilometri quadrati di foreste sono andati perduti nel mondo, con effetti devastanti su biodiversità, clima, popolazioni ed economia. Le foreste sono fondamentali nella mitigazione dei cambiamenti climatici, aggravati proprio dalla deforestazione, un fenomeno che fra l’altro, alterando gli ecosistemi, spinge la fauna selvatica, e con essa virus e altri patogeni, fuori del suo ambiente naturale e più vicino all’uomo. La salvaguardia delle foreste è quindi essenziale per il futuro delle nuove generazioni e la comunicazione della Commissione Europea rappresenta un importante punto di partenza in questa direzione: istituzioni europee e stati membri devono ora garantire norme rigorose in materia di protezione ambientale”.

Anche a istruzione, cultura, sport e volontariato il Parlamento Europeo ha riconosciuto un ruolo importante nella transizione verde approvando una risoluzione sulle misure efficaci per rendere più ecologici i programmi Erasmus+ ed Europa creativa e il Corpo europeo di solidarietà. “Anche da questi programmi dipende il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nel Green Deal – ha commentato Caterina Chinnici – perché sostengono attività di sensibilizzazione, di apprendimento e, inoltre, la comunicazione e la condivisione di conoscenze e buone pratiche”.

E per supportare i Settori culturali e creativi europei (SCC), tra i più duramente colpiti dalla crisi dovuta alla pandemia, l’assemblea elettiva dell’UE ha chiesto con una risoluzione che venga riservata una parte delle misure di ripresa economica, da combinare con l’introduzione di linee guida europee sulle condizioni di lavoro degli artisti in ragione delle specificità del comparto. “Il testo approvato – spiega Caterina Chinnici – invita Commissione Europea e stati membri a stanziare per il recupero di tali settori, in base alle specifiche esigenze nazionali, almeno il 2% del Fondo per la ripresa e la resilienza. Tra artisti, autori, produttori e professionalità dell’indotto, il comparto esprime 7,8 milioni di posti di lavoro ed è di particolare rilevanza soprattutto nei paesi, tra cui l’Italia, che vantano lunga tradizione culturale”.

Infine, nel contesto del dialogo con Commissione UE e Consiglio dell’UE sulla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori, Caterina Chinnici ha sottolineato attraverso una dichiarazione scritta che “per contrastare il fenomeno, anche nel web, serve un’azione armonizzata le cui priorità devono essere prevenzione, repressione, assistenza alle vittime, coordinamento investigativo e condivisione delle buone pratiche con il coinvolgimento delle autorità di contrasto, delle organizzazioni impegnate nel supporto ai minori e dei fornitori di servizi online. La strategia presentata dalla Commissione Europea, frutto del dialogo con il Parlamento e con l’Intergruppo sui diritti dei minori, va questa direzione – ha concluso l’eurodeputata di S&D – ma devono ora seguire misure legislative e azioni concrete”.

TUTTE LE RISOLUZIONI ADOTTATE NEL MESE DI SETTEMBRE:

Plenaria del 15 settembre

Plenaria del 16 settembre

Plenaria del 17 settembre

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